ABABO ON – formazione on-demand

L’Accademia di Belle Arti di Bologna è una delle istituzioni più longeve nel panorama dell’alta formazione artistica italiana. Un luogo fisico per definizione, fatto di atelier, laboratori, corpi, materie. 

Eppure la formazione cambia, i pubblici si moltiplicano, e anche le Accademie si affacciano al digitale. Con il progetto di Formazione on-demand introdotto grazie al progetto Edvance, Accademia di Belle Arti di Bologna ha fatto un passo in questa direzione, lanciando il suo primo MOOC: un corso tutto digitale, aperto, accessibile a chiunque voglia avvicinarsi alle tecnologie e ai linguaggi multimediali per l’arte e la mediazione del patrimonio culturale. 

Un Altro Studio ha condiviso con noi di Studio Talea il compito di costruire l’identità di questo nuovo contenitore e di far conoscere il corso che lo inaugura.

Un’identità per la formazione digitale di Ababo

ABABO ON è un sistema pensato per accogliere nel tempo tutta la formazione on demand dell’Accademia, e aveva bisogno di una propria identità, riconoscibile, coerente con l’istituzione madre, ma capace di vivere in autonomia in un contesto completamente diverso.

Il naming, studiato dalla copywriter Giulia Zamboni, riassume alcuni degli aspetti chiave dellʼerogazione e fruizione dei MOOC: online, on-demand. Ma richiama anche il gesto dellʼaccensione, quel clic che fa scattare nuove competenze. Letto tutto insieme “ABABO ONˮ ricorda lʼespressione inglese “riguardo a, suˮ, come un faro che illumina una determinata materia.

Il progetto di brand identity, sviluppato insieme a Matteo Carboni, ha portato alla definizione di un logotipo e di un sistema di elementi grafici – palette, tipografia, pattern – capace di tenere insieme la solidità istituzionale di Ababo con la fluidità propria del digitale. Il trattamento nasconde nella tipografia lo switch, gesto di attivazione mutuato dal mondo del web. La transizione visiva racconta così, nel segno stesso, il passaggio dallo stato “off” a quello “on” – dall’inattività all’apprendimento accessibile.

Una particolare attenzione è stata dedicata agli elementi animati, realizzati in collaborazione con Aurora Catera e Federico G. Cesaroni: in un contesto tutto digitale, l’identità vive anche e soprattutto in movimento.

Cambiare prospettiva è un’arte

Nel promuovere il MOOC ci siamo trovate davanti a un pubblico particolare: persone che già ragionano per immagini, conoscono i linguaggi visivi e hanno sviluppato un proprio modo di guardare le cose. Raggiungerle significava proporre qualcosa che si meritasse il loro sguardo.

Il concept di campagna parte da qui e si sviluppa grazie al prezioso confronto con il team di curatori del MOOC: il claim Cambiare prospettiva è un’arteindaga il rapporto tra tecnologia e arte da vari punti di vista e con un approccio multimediale. L’obiettivo non è fornire risposte ma stimolare una riflessione, costruire uno sguardo critico.

I tre soggetti che lo visualizzano giocano sulla doppia lettura di elementi iconici particolarmente familiari ad artisti e artiste in erba, ricontestualizzati per offrire una doppia lettura.

Un QR code composto con tessere di mosaico, icona digitale che rivela la sua somiglianza con una forma antica. Una nuvola dipinta ad olio in cui si intravede il simbolo dell’upload, come un moderno cloud che affonda le radici nella pittura. Un tasto di computer cucito al posto di un bottone su un abito sartoriale, dove il digitale si infila nel gesto artigiano. Ogni soggetto è stato scelto insieme al Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte per coinvolgere i pubblici degli altri Dipartimenti dell’Accademia: il mosaico per Restauro, il dipinto per le Arti visive, il bottone per Progettazione e arti applicateUn gesto di riconoscimento verso tutta l’istituzione che sottolinea la trasversalità dei contenuti del MOOC.

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Per la realizzazione dei visual abbiamo scelto di avvalerci della generazione di immagini con l’AI, mettendo noi stesse in gioco in questo cambio di prospettiva sulla tecnologia: da concorrente sleale a strumento al servizio della nostra direzione creativa, che ci ha permesso una visualizzazione rapida, una selezione più consapevole e, di conseguenza, un risultato più efficace per i tre pubblici da raggiungere:

  • studenti e studentesse di discipline artistiche e umanistiche
  • figure professionali del settore e artisti emergenti
  • docenti ed educatori
  • persone interessate a esplorare il rapporto tra arte e tecnologia

Raggiungere il pubblico giusto, su ogni canale

La strategia di comunicazione, progettato da Serena Verrigni, ha declinato la campagna su Instagram e LinkedIn, con attività organiche e sponsorizzate, e in parallelo, con newsletter dedicate. Il tutto, volto a promuovere la pagina di approfondimento dedicata sul sito ababo.it, studiata per permettere al target di approfondire i temi del MOOC prima di approdare sul vasto catalogo di Edvance.

Un unico sistema visivo e di copy che mantiene la coerenza tra i canali, inserendosi nella fitta attività editoriale di Accademia, senza perdere il filo del racconto.

A corredo del corso, tre seminari hanno portato dentro ad Accademia alcune tra le voci più interessanti del settore, ciascuna con un diverso modo di guardare alla tecnologia come pratica artistica.

Carlo Zanni l’ha trattata come materia da decostruire. 

Leonardo Sangiorgi di Studio Azzurro come corpo nello spazio, con tutti gli aspetti poetici che questo comporta.

Lucia Rebolino come strumento da indagare, nei suoi meccanismi più profondi.

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Ogni incontro è stato pensato come momento di formazione per docenti dell’Accademia ma anche come occasione per aggiungere un capitolo d’autore nel MOOC, arricchendo il corso con una pluralità di voci extra-accademiche.

Per questi eventi abbiamo definito un format visivo e comunicativo pensato per durare: quando ABABO ON accoglierà nuovi MOOC, il sistema è già pronto per replicarsi.

– Fotografie di:
César Alonso Morales Calderon • Claudia Gentile • Alessandro Para

– Video courtesy di Accademia di Belle Arti di Bologna